Elio Palmisano Arte Design Ricerche Innovazione dal 1962 al
2018
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Arte Moderna
Umberto Boccioni
Giacomo Balla
Arte Tessile
Arte Ceramica
Umberto Boccioni “Mia madre al tavolo di lavoro” 1910
Giacomo Balla “Colorprisma” 1920
Incisione a punta secca Cm 13,7x11,4
Tempera su cartone Cm 24x22
Collezione Metropolitan Art Museum di New York
Fortunato Depero “Ritratto di Gilbert Clavel” 1917
Fortunato Depero “Scomposizione di bambina in corsa” 1914
Giacomo Balla “Balfiore” 1930
Gino Severini “Il gioco delle carte” 1935
Tempera su carta Cm 24x35
Olio su tela Cm 73x104
Fortunato Depero “ Il bestiario” 1930
Cm 17,5x57,5 Progetto per grande tappeto da realizzare in metri 5x6
Fortunato Depero “ La bagnante” 1925
Fortunato Depero “ Pappagallo” 1920
Tempera su cartoncino Cm 34x24
Fortunato Depero Rumorgrafia Scrittura dei rumori 8 Maggio 1915 MILANO
Fortunato Depero Ki Ki Golà 1915 (Plasticità di Gallo)
Fortunato Depero “Racconto grafico” 1923
Questo disegno prefigura i disegni delle odierne storie a fumetto
Otto Dix “Bombardamento a Lens”
La serie completa di 50 incisioni di Otto Dix intitolata “La Guerra” fu iniziata dall'artista nel 1923 e portata a
termine nel 1924. Fu esposta alla Galleria del’Incisione nel Novembre e Dicembre del 1970, sponsorizzata dal
Goethe-Institut di Milano. Nel catalogo pubblicato da Elio Palmisano la prefazione fu scritta da Emilio
Bertonati. Tutte le incisioni esposte erano firmate dall’artista.
Otto Dix “Incontro notturno con un pazzo”
Otto Dix “La pazza di Sainte-Marie-à-Py”
Otto Dix “Sentinella morta nel saliente”
Otto Dix “Ferito in fuga” (Battaglia di Somme)
Otto Dix “Taverna ad Aplincourt”
Otto Dix “Visita a Madame Germaine a Méricourt”
Otto Dix “Visto sull’erto pendio di Clery-sur-Somme”
Elias Sailer “Metamorfosi” 1975
Olio su tela Cm 60x120
Gianfranco Ferroni “Massacciuccoli” 1970
Olio su tela Cm 95x120
Osvaldo Licini “Marina di Saint Tropez” 1921
Dipinto su tela Cm 70x1000
Osvaldo Licini “Ritratto della moglie” 1925
Osvaldo Licini “Monfalcone” 1926
Tempera su cartone Cm 45x60
Olio su tela Cm 63x82
Osvaldo Licini “Paesaggio marchigiano” 1917
Osvaldo Licini “Torre di Monfalcone” 1925
Olio su tela Cm 50x75
Olio su tela Cm 63x82
Osvaldo Licini “Amalassunta con la sigaretta” 1951
Olio su tela Cm 26x31
Osvaldo Licini “Amalassunta su fondo nero” 1950
Olio su tela Cm 20,6x28,1
Osvaldo Licini “Amalassunta superba” 1949
Osvaldo Licini “Aquivolante” 1956
Osvaldo Licini “Personaggio e la luna” 1949
Osvaldo Licini “Amalassunta su fondo blu” 1950
Olio su tela Cm 27,5x36
Olio su carta telata 25,5x33,4
Osvaldo Licini “Amalassunta con aureola” 1953
Osvaldo Licini “Angelo di Santa Rosa” 1957
Piero Dorazio “Strips” 1986
Olio su tela Cm 40x58
Piero Dorazio “Sails on the wind” 1985
Olio su tela Cm 50x40
Piero Dorazio “Solstizio I” 1986
Olio su tela Cm 40x61
Piero Dorazio “Next generation” 1968
Olio su tela Cm 230x160
Piero Dorazio “Ta ‘hsio” 1977
Piero Dorazio “Petit poqme” 1948
Olio su tela Cm 190x210
Olio su tela Cm 46x61
Eduard Bargheer “Case d’Ischia” 1960
Acquerello su carta
Eduard Bargheer “Autoritratto” 1927
Olio su tela
Eduard Bargheer “Estate a Ischia” 1964
Acquerello su carta
Eduard Bargheer “Fichi d’India a Ischia” 1960
Acquerello su carta
Eduard Bargheer “Monte Epomeo” 1958
Eduard Bargheer “Forio d’Ischia” 1955
Acquerello su carta
Acquerello su carta
Acquerello su carta
Gustav Klimt “Il bacio” 1907
Egon Schiele “Autoritratto con le mani sul petto” 1910
Gustav Klimt “La vergine” 1912
Oscar Kokoschka “Autoritratto” 1969
Egon Schiele “Nudo femminile supino” 1917
Oscar Kokoschka “Autoritratto dell’artista degenerato” 1937
Egon Schiele “Due donne abbracciate” 1915
Mostra di Max Klinger alla Galleria dell’Incisione di Milano dal 1° Dicembre 1972 al 30
Gennaio 1973. Prefazione di Renzo Margonari.
Klinger q l’artista moderno per eccellenza. Moderno nel senso di uomo cosciente che
sente l’eredità di secoli d’arte e di pensiero, che vede chiaramente nel passato, nel presente
e in se stesso.
Giorgio De Chirico
Estratto dalla prefazione di Renzo Margonari
Basta pensare all’influenza che Max Klinger ha avuto su Giorgio De Chirico e su Alberto
Martini per valutare l’importanza della sua opera in rapporto alla nostra cultura figurativa.
Eppure in Italia egli q ancora considerato un artista minore. E’ poco conosciuto e ancor
meno studiato. Il fatto è dovuto al lungo oblio in cui q stata circoscritta e isolata l’arte
della sua epoca. E se l’opera straordinaria di Klinger ha dovuto seguire la sorta avversa del
disinteresse della critica italiana per il periodo in cui si è manifestato il suo genio, è giusto
che il suo recupero sia anteposto alla ventata d nuovo interesse che sembra oggi
manifestarsi per le arti degli anni ’70 e ’80.
Da molti ritenuto la figura di maggior rilievo di tutta la sua generazione, Max Klinger
(incisore, pittore, scultore) figura come un punto cruciale di tutti i fermenti che hanno
scosso la cultura di quel periodo, un’epoca in cui la venerazione per i grandi accademici
aveva finito per frenare le ricerche e gli slanci innovatori.
Le sue innovazioni gli procurarono angustie e dispiaceri a causa della sfrenata fantasia che
si manifestava nella creazione di immagini in cui ricorrevano visioni diaboliche, macabre,
erotiche, ironiche, che hanno impressionato generazioni di artisti del Novecento.
Renzo Margonari
L’opera di Max Klinger (1857-1920) rappresenta un capitolo fondamentale dell’arte
europea tra Ottocento e Novecento e della storia dell’incisione. Artista versatile, pittore,
scultore, incisore, musicista, teorico, abilissimo disegnatore, Klinger sperimentò tutte le
possibilità del “bianco e nero” con perspicace maestria. Le sue “visioni” del fascino sottile
e ambiguo oscillanti tra la realtà quotidiana, gli splendori del mito e il buio più profondo
del nostro inconscio, oltre a rappresentare una delle vette dell’incisione simbolista,
seppero anticipare molti temi centrali di alcuni tra i più importanti movimenti artistici del
Novecento, dal “Surrealismo” alla “Metafisica”, in singolare dialogo con le ricerche della
“Psicanalisi” di Freud.
Secondo Kaethe Kollwitz Klinger “ha toccato tutti i registri della vita, ne ha colto la
potenza e le ha interpretate per noi”.
Patrizia Foglia
Max Klinger “Spitzentanz” 1883
Max Klinger “Handlung” 1880
Acquaforte 216x171 Singer 134
Acquaforte 250x188 Singer 114
Max Klinger “Am See” 1912
Max Klinger “Gefunden” 1915
Acquaforte-acquatinta 214x163 Beyer 334
Acquaforte-acquatinta 213x165 Beyer 372
88 opere di Max Klinger furono esposte alla Galleria dell’Incisione di Milano dal 1° Dicembre del 1972 al 30
Gennaio del 1973. Fu pubblicato un catalogo con 29 riproduzioni a piena pagina. Prefazione di Renzo Margonari.
Max Klinger “Entfuehrung” 1980
Acquaforte 89x219 Singer 121
Max Klinger “Der Schwanenenprinz” 1912
Max Klinger “Der Schuss” 1913
Max Klinger “Mord” 1915
Acquaforte-acquatinta 215x165 Beyer 338 Acquaforte-acquatinta 215x165 Beyer 341 Acquaforte e puntasecca 214x167 Beyer 369
Max Klinger “Velfolgter Centaur” 1981
Acquaforte-acquatinta 163x375 Singer 54
Frank Kupka “La Foire” 1919
Pastel
Frank Kupka “Autoportrait” 1910
Frank Kupka “Conte de pistils et d’etamines”
Frank Kupka “Cosmic Spring” 1913
Olio su tela
1918 Gouache
Olio su tela Cm 115x125
Frank Kupka “Autoportrait” 1910
Frank Kupka “Disks of Newton” 1911
Olio su tela
Cm 77,5x73,6
Frank Kupka “Gigolette” 1906
Gouache
Frank Kupka “Autour d’un point” 1919
Frank Kupka “Plans par courbes” 1924
Disegno a matite su carta
Gouache
“Xilografia IX”
“Xilografia VII”
“Xilografia XX
“Xilografia VI”
Frantisek Kupka “Quatre histoires de blanc et noir” Cartella di 26 litografie originali incise nel 1926 su carta a
mano di Cm 33x25,5
Frank Kupka “Verticali”
Frank Kupka “Vortice”
Arazzo lavorato a mano a punto catenella con filato di
Arazzo lavorato a mano a punto catenella con filato di
pura lana su speciale tela di cotone. Tratto dal disegno del
pura lana su speciale tela di cotone. Tratto dal disegno del
1920, fu realizzato nel 1970 in due esemplari di Cm
1920, fu realizzato nel 1972 in un solo esemplare di Cm
220x180 nell’Atelier d’Arte Tessile di Elio Palmisano
200x150 nell’Atelier d’Arte Tessile di Elio Palmisano
Frank Kupka “Dans les carrés bleu”
Frank Kupka “De quatre histoires”
Tappeto annodato a mano con filato di pura lana su ordito
Tappeto annodato a mano con filato di pura lana su ordito
di cotone. Densità dei nodi: 180.000 per metro quadro.
di cotone. Densità dei nodi: 180.000 per metro quadro.
Tratto dal disegno del 1925, fu realizzato nel 1971 in due
Tratto dal disegno del 1926, fu realizzato nel 1973 in due
esemplari nell’Atelier d’Arte Tessile di Elio Palmisano
esemplari nell’Atelier d’Arte Tessile di Elio Palmisano
Bela Kadar “I due stambecchi” 1918
Bela Kadar “Nudo seduto con natura morta” 1931
Tempera su carta Cm 82x59 firmata in basso a destra.
Tempera su carta Cm 80x58 firmata in basso a destra.
N°52 (TAV. VI) del catalogo della mostra dell’artista alla
Riprodotta sulla copertina del catalogo della mostra dell’artista
alla Galleria dell’Incisione di Elio Palmisano nel Novembre 1970
Galleria dell’Incisione di Elio Palmisano nel Novembre
1970
Bela Kadar “Case nel bosco” 1918
Bela Kadar “Composizione” 1916
Acquerello su carta Cm 46x39 autenticato sul retro. N°23
Acquerello su carta Cm 26,5x16 firmato in basso a destra.
(TAV. I) del catalogo della mostra dell’artista alla Galleria
N°41 (TAV. III) del catalogo della mostra dell’artista alla
dell’Incisione di Elio Palmisano nel Novembre 1970
Galleria dell’Incisione di Elio Palmisano nel Novembre 1970
Bela Kadar “La nostra casa” 1915
Disegno a matita su carta Cm 17,5x25,2 autenticato sul retro
Bela Kadar “L’artigiano” 1911
Disegno a matita su carta Cm 25x17 autenticato sul retro
Bela Kadar “Stiamo cenando” 1915
Disegno a matita su carta Cm 17,5x25 autenticato sul retro
Bela Kadar “Nudo femminile con cane” 1920
Disegno a matita su carta Cm 27,5x16 autenticato sul retro
Bela Kadar “Composizione urbana I” 1925
Bela Kadar “Composizione urbana II” 1925
Disegno a china e acquerello su carta Cm 19,5x25,5
Disegno a china Cm 25,5x19,5 autenticato sul retro
autenticato sul retro
Imre Szobotka “Figura seduta” 1914
Imre Szobotka “Ritratto” 1915
Olio su tela Cm 71x60
Disegno a matita Cm 28x22,5
Imre Szobotka “Natura morta” 1914
Imre Szobotka “Ritratto” 1914
Acquerello su carta Cm 16x13,5
Disegno a matita su carta Cm 27x21
Imre Szobotka in mostra alla Galleria dell’Incisione di Elio Palmisano dal 15 Marzo al 20 Aprile del 1973.
Organizzata con la collaborazione della Signora Imréné Szobotka, Dr. Eva Bodnar direttrice della Magyar
Nemzeti Galéria di Budapest, Signora Anna Turi, Kultura Budapest, Prof. Manrico Fiore, Istituto Italiano di
cultura e Prof. Ersébet Molnar, furono presentate per la prima volta nell’Ovest europeo 95 opere dell'artista
ungherese. Negli anni Settanta avvenne la scoperta delle avanguardie storiche dei paesi dell’ Est Europa, che
hanno stimolato l'interesse verso le multiforme avanguardie dell’Ungheria
Imre Szobotka “Paesaggio” 1914
Imre Szobotka “Uomo che legge” 1914
Acquerello su carta Cm 18x13,5
Disegno a matita Cm 27x21
Imre Szobotka “Paesaggio” 1914
Imre Szobotka “Paesaggio” 1914
Disegno a matita Cm 26,7x20,7
Acquerello su carta Cm 18,5x13,5
Arte di avanguardia, arte di ricerca, arte anticonformista. Ecco come la vecchia Europa inaugura il ventesimo
secolo proponendo un’arte libera e sostanzialmente non ideologica, in alternativa ai valori preesistenti. Tuttavia,
considerando la storia dell’arte nel primo quarto di secolo, possiamo rilevare ancora oggi una certa incompletezza
nell’accertamento dei “quadri operativi”, in quanto gli storici dell’arte hanno espresso valutazioni critiche
riguardanti soprattutto i paesi dell'Ovest e, ad eccezione della Russia, raramente estese all’Est Europeo
Kazimir Malevich “Ragazza col pettine” 1933
Kazimir Malevich “Figura” 1918
Olio su tela Cm 36x31
Disegno su carta Cm 17x11
Kazimir Malevich “Suprematismo” 1915
Kazimir Malevich “Suprematismo” 1916
Disegno su carta Cm 18x13
Disegno su carta Cm 15x10
Victor Brauner “Là-bas III” 1949
Victor Brauner “Septiqme sens” 1948
Victor Brauner “L’air Solaire” 1962
Victor Brauner “Prelude to a Civilization” 1954
Victor Brauner “Sevrage du Moi” 1949
Victor Brauner “Les amoureux” 1947
Victor Brauner “Autobiographical painting” 1948
Victor Brauner “Victor Victorach doublé
d’angoisse regard son coeur treblant”
Victor Brauner “Vegetal doubling” 1955
Victor Brauner “Paysage” 1953
Victor Brauner “Eclairissement” 1950
Victor Brauner “Femme se dépliant” 1954
Biografia di Alexej von Jawlensky
Alexej von Jawlensky (1864-1941), uno dei pittori più originali apparsi in Russia nella prima
parte del Novecento, è oggi considerato un artista di grande rilievo nel panorama
dell’Avanguardia Russa. Jawlensky è stato uno dei grandi artisti che ha raffigurato nei suoi
quadri le angosce del Novecento. Nelle due pagine che seguono sono riprodotte alcune delle
sue opere.
Nato in una famiglia di rigide tradizioni militari inizia la carriera di ufficiale raggiungendo il
grado di Capitano delle Guardie Imperiali di San Pietroburgo.
A 32 anni capisce però che la carriera militare lo inquieta. Lascia l’esercito per studiare pittura,
ma ormai intollerante alle regole e alle convenzioni abbandona anche L’Accademia di belle arti
di San Pietroburgo e inizia a viaggiare per l’Europa.
Nel 1896 assieme a Marianne von Werefkin si trasferisce a Schwabing, il quartiere degli artisti di
Monaco di Baviera, dove incontra Vassilij Kandinskij e dove entra a far parte della Neue
Kuenstler Vereinigung. Aderisce al “Blaue Reiter” il gruppo di artisti formatosi nel 1911 per
iniziativa di Kandinskij e Fraz Marc, al quale aderirono anche Paul Klee e August Macke.
Jawlensky si distingue per un uso personalissimo del colore, steso a campiture larghe e piatte
sulla scia di Matisse, che frequentò durante i frequenti soggiorni parigini. Altri riferimenti di
Jawlensky sono il folklore e le tradizioni russe, le icone e gli smalti bizantini che lo portano alla
stilizzazione degli ultimi volti femminili.
Nel 1924 con Kandinsky (a cui era legato da una grande amicizia da quando era studente), Paul
Klee e Lyonel Feininger fondarono su suggerimento della mercante d’arte tedesca Galka
Scheyer “Blaue Vier”con lo scopo di promuovere il loro lavoro all’estero, dove il mercato
dell’arte era più vivo rispetto alla Germania, colpita dalla depressione economica. I quattro
pittori avevano avuto legami con il “Blaue Reiter” e scelsero il nome “Die Blaue Vir” perché un
piccolo gruppo di quattro pittori vuole essere significativo senza essere arrogante. Il colore
azzurro fu aggiunto per l’associazione con il primo gruppo di artisti che a Monaco avevano
fondato il “Cavaliere Azzurro” e anche perché l’azzurro q un colore spirituale. Tra il 1925 e il
1934 Scheyer organizzò mostre e conferenze negli U.S.A. e in Messico. L’iniziatica ebbe un
moderato successo finanziario ma contribuì al successo dei artisti. Scheyer si stabilì negli U.S.A ,
e divenne cittadina americana. La sua collezione dei dipinti dei “Blauer Vier” è ora al Norton
Simon Museum di Pasadina in California.
Allo scoppio del conflitto mondiale si ritirò in Svizzera. Dal 1922 visse a Vies-baden, dove nel
1929 iniziarono i primi disturbi fisici dovuti all’artrite. Nel 1930 chiese di avere la nazionalità
tedesca che ottenne nel 1934. Dal 1937 non fu più in grado di dipingere, ma il suo nome entrò
nell’elenco degli artisti che il regime nazista bollò come “arte degenerata”.
Alexej von Jawlensky “Self-portrait in top-hat” 1904
Alexej von Jawlensky “Houses in Wasserburg” 1906
Oil on canvas Cm 56x46
Oil on cardboard Cm 56x46
Alexej von Jawlensky “Oriental city” 1914
Alexej von Jawlensky “Young woman with bunch of lilac” 1902
Oil on cardboard Cm 53,3x49,4
Oil on canvas Cm 50,5x48,5
Alexej von Jawlensky “Young girl with green eyes” 1910
Alexej von Jawlensky “Mountains and trees” 1912
Oil on cardboard Cm 54x50
Oil on cardboard Cm 50x53,5
Alexej von Jawlensky “Child with doll” 1910
Oil on cardboard Cm 69x51
Alexej von Jawlensky “Female nude sitting” 1910
Oil on cardboard Cm 70x42
Alexej von Jawlensky “Stll-life with tulips” 1913
Oil on cardboard Cm 53x50
Alexej von Jawlensky “Stll-life” 1909
Oil on cardboard Cm 55x50
Alexej von Jawlensky “Blue mountains” 1910
Leslie Ann Keller “Springday” di cm 75x73 è l’arazzo messo in opera nel 1993 nell’Atelier d’Arte Tessile di Elio
Palmisano in un unico esemplare, tratto dall’acquerello “Spring day” illustrato qui sotto. Eseguito con l’antichissimo e
laborioso metodo di lavorazione “Sumak”. La lavorazione tessile “Sumak” si differenzia da quella del “Kilim” per il
diverso modo di intrecciare il filo di trama con quello dell’ordito, come avviene per il Kilim, ma avvolto sui fili
dell’ordito con il metodo di lavorazione del punto a catenella. E’ un procedimento lentissimo di lavorazione. Non ci
risulta che sia mai stato realizzato un arazzo di disegno moderno con la lavorazione "Sumak". E’ un’opera di notevole
rilevanza artistica e storica.
Leslie Ann Keller “Spring day” 1991
Acquerello firmato a matita in basso a destra Cm 18x18
Leslie Ann Keller “Arizona” 1991
Leslie Ann Keller “New places” 1991
Acquerello firmato in basso a destra Cm 23x22,5
Acquerello firmato in basso a destra Cm 23x22,5
Leslie Ann Keller “Flowers” 1991
Leslie Ann Keller “Spring in Arizona” 1991 Acquerello
Acquerello firmato in basso a destra Cm 27x18
firmato in basso a destra Cm 27x18
Tullio Crali “In fase di atterraggio” 1928
Pastello su carta
Tullio Crali “Ali tricolori” 1932
Tullio Crali “Lussuria aerea” 1931
Tempera su masonite Cm 71x82
Tullio Crali “Raggiungendo il sole” 1927
Tullio Crali “Aerodanzatrice” 1931
Tullio Crali “Ritratto di Elica Balla” 1932
Tempera Cm 32x43
Olio su compensato Cm 70x50
Tullio Crali “Abito pila” 1933
Tullio Crali “Abito scomponibile” 1932
Tullio Crali “Vestirsi di curve” 1932
Tullio Crali “Abito Soleombra” 1933
Progetto per abito femminile
Tihamer Gyarmathy “Fenomeno” 1966
Olio su masonite Cm 60x90
Tihamer Gyarmathy “Incontro nello spazio” 1966
Olio su masonite Cm 80x60
Tihamer Gyarmathy “Vibrazioni marine” 1973
Olio su tela Cm 80x90
Tihamer Gyarmathy “Radiazione centrale” 1966
Tecnica mista su masonite Cm 60x80
Tihamer Gyarmathy “Vicino all’Equatore”1973
Tihamer Gyarmathy “Evoluzione senza fine” 1975
Olio su tela Cm 90x80
Olio su tela Cm 140x150
Zinaida Serebrjakova
Zinaida Serebrjakova nacque il 12 Dicembre del 1884 a Kharkov in Ucraina in una
famiglia con una lunga tradizione nell’arte. Nel 1900 si diplomò al Liceo Artistico
Tenisheva. Tra il 1902 e il 1903 trascorse un periodo in Italia e dal 1905 al 1907 studiò
presso l’Accadémie de la Chaumière a Parigi.
Fin dalla gioventù Zinaida mostrò il desiderio di conoscere il mondo e mostrarne le
bellezza. Tra il 1914 e il 1917 dipinse una serie di opere raffiguranti la vita rurale russa, il
lavoro dei contadini e la campagna russa. Nel 1916 fu chiamata da Alexander Benois a
collaborare alla decorazione della Stazione ferroviaria di Kazan a Mosca.
Quando nel 1917 scoppiò la “Rivoluzione d’Ottobre” Zinaida si trovava nella tenuta di
famiglia Neskuchnoye. Suo marito Boris fu messo in prigione e vi morì nel 1919 a causa
del tifo contratto nelle “Carceri bolsceviche”. La sua vita cambiò all’improvviso. La sua
tenuta fu saccheggiata e si trovò senza entrate, con quattro figli ancora piccoli e la madre
malata. Smise di dipingere a olio e si dedicò alle più economiche tecniche del carboncino
e dei pastelli.
Non desiderava dedicarsi alla “pittura futurista” molto popolare nel primo periodo
sovietico e nemmeno voleva ritrarre commissari politici. Trovò un impiego presso il
Museo Archeologico di Charkov, dove eseguiva dei disegni a matita dei pezzi esposti.
Nel Dicembre del 1920 si trasferì nell’appartamento dei nonni a San Pietroburgo, perchè
in seguito alla rivoluzione gli occupanti di appartamenti privati erano obbligati a
condividere l’abitazione con altre persone. Zinaida fu fortunata, venne alloggiata con
artisti del Teatro d’Arte di Mosca. I soggetti delle sue opere in quel periodo ruotavano
intorno al mondo del teatro. In quello stesso periodo la figlia Tatiana venne ammessa
all’Accademia di Danza e Zinaida produsse una serie di opere a pastello sul Teatro
Mariinskij.
Nell’Autunno del 1924 Zinaida si recò a Parigi dove le era stato commissionato un
grande murales decorativo. Finito il lavoro la sua intenzione era di rientrare in Unione
Sovietica dove erano rimasti la madre e i quattro figli. Le fu impedito di tornare a casa e
negli anni successivi fu in grado di far espatriare i due figli più piccoli Alexandre e
Catherine, ma non riuscì a farsi raggiungere dai figli più grandi Evgenyi e Tatiana che
non rivide per molti anni.
Nel 1928 e 1930 Zinaida viaggiò molto in Africa dove rimase affascinata dai panorami
dell’Africa Settentrionale , dipinse i monti dell’Atlante, donne arabe in tipico
abbigliamento e pescatori africani.
Nel 1940 durante l’occupazione nazista della Francia dovette rinunciare alla cittadinanza
sovietica e divenne cittadina francese. Fu solo dopo il disgelo avvenuto in Unione
Sovietica ad opera di Nikita Krusciov che la nomenclatura sovietica le permise di
riprendere i contatti con la sua famiglia. Nel 1960 dopo 36 anni di separazione fu
finalmente permesso alla figlia Tatiana di visitarla.
Le opere di Zinaida Serebrjakova furono esposte in Unione Sovietica nel 1966 a Mosca,
Leningrado e Kiev ed ebbero un clamoroso successo.
Zinaida Serebriakova morì a Parigi il 19 Settembre del 1967 all’età di 82 anni. Fu sepolta
a Parigi nel Cimitero Russo Ortodosso di Sainte- Geneviève- des Bois
Zinaida Serebrjakova “Reclining nude” 1923
Olio su tela
Zinaida Serebrjakova “Selfportrait” 1921
Olio su tela
Zinaida Serebrjakova “Portrait of Marietta Frangopulo” 1922
Zinaida Serebrjakova “Reclining nude” 1935
Pastelli colorati
Matite colorate
Zinaida Serebrjakova “Bath” 1923
Zinaida Serebrjakova “Nude with braids” 1923
Pastelli colorati
Pastelli colorati
Zinaida Serebrjakova “Dreaming nude” 1922
Zinaida Serebrjakova “Sleeping nude” 1922
Matite e pastelli
Olio su tela
Zinaida Serebrjakova “Bathing nude” 1927
Zinaida Serebrjakova “Nude in Marrakech” 1930
Matite colorate e pastelli
Pastelli e matite colorate
Zinaida Serebrjakova “Sleeping nude” 1922
Zinaida Serebrjakova “Reclining nude” 1930
Matite colorate e pastelli
Olio su tela
Acquerello su carta